Sono molto felice di lasciare nuovamente spazio alla nostra amica Federica Mastrolonardo, tecnologa alimentare e già autrice per Comunità Circolare del bellissimo articolo Scarti Alimentari: tante idee per trasformarli in risorse. In questo nuovo articolo, Federica, ti racconterà di Proton: una proteina che darà vita ad un mangime animale nato dagli scarti di CO2. La proteina è frutto dell’innovazione che sta portando avanti un’azienda inglese nell’ottica dell’economia circolare. Speriamo che questa lettura possa essere d’ispirazione per gli imprenditori green del domani.

Federica Mastrolonardo

Sono fermamente convinta che tutto abbia svariate potenzialità, sta a noi non porci limiti per trovarle!

Fra i più importanti problemi del nostro pianeta, vi è sicuramente quello della deforestazione. Fra le principali cause di questo fenomeno vi è la coltivazione della soia come mangime animale.  

E se questo trend negativo si potesse fermare grazie alle nuove tecnologie?

In Olanda sta nascendo l’impianto pilota per la conversione di anidride carbonica in proteine destinate ai mangimi per animali. L’idea è della startup britannica: Deep Branch Biotechnology. Nata nel 2018, questa startup sta perfezionando la sua valida alternativa alle più comuni materie prime alla base dell’alimentazione animale.

Il problema è che…


La soia è il legume maggiormente coltivato e usato per la nutrizione di pollame. È una materia prima economica ed estremamente proteica e questo consente una crescita rapida e a basso costo dei polli.

Argentina, Brasile e Stati Uniti sono i maggiori produttori di soia, costituiscono circa l’80% della produzione mondiale. Allo stesso tempo, Argentina e Brasile si macchiano di un grave delitto: la deforestazione, in quanto per la produzione di soia non si fanno scrupoli ad abbattere intere foreste per lasciar spazio a campi di soia, impattando negativamente sull’intero pianeta.

Un’inversione di rotta

Nella forte esigenza di trovare un’alternativa alla soia e ad altre tipologie di mangimi (come la farina di pesce, la cui produzione è tutt’altro che ecosostenibile, data l’esagerata quantità di pesce necessaria per produrla), si inserisce la proteina creata da Deep Branch. Il sistema è rivoluzionario e altamente tecnologico perché si avvale della CO2 delle emissioni industriali. Mediante un processo che coinvolge acqua, idrogeno e microrganismi si ottiene una proteina unicellulare, chiamata Proton, adatta per l’alimentazione animale.

In questa immagine l’azienda spiega in maniera semplice il processo di trasformazione e produzione della proteina che darà vita al mangime:

Processo di produzione della molecola
Fonte: https://deepbranch.com/

I gas di scarico industriali subiscono un processo di purificazione chimica in modo da dividere la CO2 dagli altri gas prima che inizi il vero processo di conversione.

Successivamente con l’ausilio di microrganismi si avvia la fase fermentativa, che genera una proteina ad alto valore biologico che può essere essiccata e convertita in pellet per nutrire gli animali.

Ciò dà vita ad un circolo virtuoso in quanto, l’utilizzo di questo tipo di mangimi, ottenuti in maniera sostenibile, porterebbe ad una gestione più responsabile anche delle acquacolture, ottenendo così un prodotto ittico di più elevata qualità anche a livello nutrizionale.

Progetti e sviluppi del mangime sostenibile

Si prevede che l’impianto Deep Branch sia operativo già entro la prima metà del 2021. L’ampliamento della produzione in larga scala è fondamentale per arrivare alle giuste formulazioni. Così facendo possono essere usate nei mangimi di salmone e di pollo di due colossi europei della produzione di mangimi animali, Bio Mar e AB Agri.

Insomma, l’innovazione britannica sta riscontrando successo e ha già trovato i suoi fedeli sostenitori, tra cui anche il responsabile dell’acquacoltura per il WWF.

Una necessaria presa di coscienza

Lo scopo di Deep Branch è rispondere all’esigenza del mercato di mangimi a base di ingredienti proteici sostenibili ed economici, ma di alta qualità.

La produzione convenzionale di soia e farina di pesce sono attività dannose non solo per la biodiversità ma essendo prodotte principalmente in sud America, pagano anche il prezzo del lungo viaggio che devono fare per arrivare da noi in Europa.

Un cambiamento più sostenibile per provvedere alla dieta animale è un passo necessario.

Inoltre una fonte nutritiva prodotta direttamente in Europa sarebbe inevitabilmente meno influenzata da accordi geopolitici, dalla stagionalità e dal clima.

L’augurio che mi sento di condividere è che cresca la consapevolezza su quanto fondamentali siano questi passi che stiamo compiendo verso un futuro più green. Le proteine alternative hanno sicuramente un costo più elevato, rispetto a quelle che oggi si utilizzano, ma l’impatto positivo che avrebbe sul nostro pianeta ci ripagherebbe in altro modo. Inoltre, se fosse un sistema utilizzato da sempre più aziende, la domanda aumenterebbe e il costo in automatico si ridurrebbe a vantaggio di tutti noi.

Qual è la tua opinione a riguardo? Conosci altre realtà che sfruttando la tecnologia stanno provando a stravolgere in maniera positiva e sostenibile il mondo della produzione. Puoi scrivermi qui o contattarmi tramite il mio profilo Linkedin.

Condividi questa pagina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *