Nel articolo di oggi ti spiego alcune cose da sapere sul Green New Deal, il piano europeo che illustra gli investimenti necessari e gli strumenti di finanziamento disponibili per garantire una transizione equa e inclusiva.

Che cos’è il New Green Deal europeo

Partiamo dalle basi, cioè dal comprendere che cosa sia effettivamente il Green New Deal europeo: si tratta di una strategia europea che prevede degli indirizzi precisi per arrivare alla decarbonizzazione entro un arco temporale definito, ovvero il 2050. L’idea alla base è che un’Europa a impatto climatico zero garantirebbe un’economia più moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva a livello internazionale.

Secondo il Green New Deal, la transizione verso la neutralità climatica offrirà opportunità significative: garantendo un potenziale di crescita economica, l’introduzione di nuovi modelli di business e mercati e un importante sviluppo tecnologico.

Riporto in maniera estremamente sintetica i 10 punti principali del Piano redatto dalla Commissione

1. Un Europa “neutrale” dal punto di vista climatico

 L’UE intende raggiungere emissioni di gas serra nette pari a zero entro il 2050. Dovrà quindi aggiornare la propria ambizione climatica per il 2030, con una riduzione del 50-55% delle emissioni di gas serra in sostituzione dell’attuale obiettivo del 40%. 

2. Mobilitare l’industria per un’economia pulita e circolare

L’economia circolare offre grandi opportunità, come preannunciato in “Economia circolare: un nuovo modo di fare impresa” ma è necessaria la completa mobilitazione dell’industria. Il Green Deal europeo non poteva che promuovere il passaggio dell’economia europea verso un modello sostenibile di crescita inclusiva. In questo modo cercherà di affrontare la sfida della trasformazione verde e digitale. Il nuovo quadro politico, è sotto gli occhi di tutti, ha tra i suoi obiettivi quello di stimolare lo sviluppo di mercati guida per la neutralità climatica e i prodotti circolari.

3. Costruire e ristrutturare in modo efficiente

Forse già ne sei a conoscenza ma mi tocca ricordarti che l’edilizia è responsabile del 40% del consumo energetico. Interventi di costruzione, ristrutturazione, utilizzo comportano un assorbimento di energia molto significativo. Ad oggi il tasso di ristrutturazione annuo si aggira intorno all’1%. L’obiettivo è quello di raddoppiare tale ritmo per raggiungere gli obiettivi europei in materia di efficienza energetica. Pensa alla misura Ecobonus, altro non fa che incentivare la ristrutturazione per ridurre sprechi e consumi.

4. Un ambiente privo di sostanze tossiche: “inquinamento zero”

Per garantire il diritto di salute di cittadini e di conservazione degli ecosistemi, l’Unione europea metterà in atto strumenti di monitoraggio, segnalazione e controllo per rimediare all’inquinamento atmosferico, idrico, del suolo e dei prodotti di consumo. Lo scorso maggio è infatti stato lanciato il piano d’azione, da parte della Commissione, per l’inquinamento zero di aria, acqua e suolo.

5. Preservare e ripristinare gli ecosistemi e la biodiversità

L’UE e gli atri soggetti internazionali devono arrestare la perdita di biodiversità. La Commissione ha presentato una nuova strategia sulla biodiversità. Tra le nuove misure che verranno messe in campo, particolare attenzione verrà data alle azioni di riforestazione. L’imboschimento e il rimboschimento sostenibili favoriranno infatti l’assorbimento di CO2 promuovendo una bioeconomia circolare.

6. Dal produttore al consumatore

La strategia “Farm to fork” mira a un sistema agricolo più verde e sano. Visto i consumi e gli sprechi nel settore alimentare si rivela fondamentale progettare un sistema giusto, sano e rispettoso dell’ambiente. Nuove tecnologie, maggiore sensibilizzazione e consapevolezza, scoperte scientifiche non fanno che spingere verso la domanda di alimenti sostenibili, a vantaggio di tutti i portatori di interessi. La strategia include l’intenzionalità di ridurre significativamente l’uso di pesticidi chimici, fertilizzanti e antibiotici, analizzando tutte le fasi della catena alimentare.

7. Accelerare la transizione verso una mobilità sostenibile e intelligente

Per raggiungere la neutralità climatica è altrettanto indispensabile ridurre le emissioni prodotte dai trasporti del ben 90% entro il 2050 e per farlo occorrerà il contributo del trasporto stradale, ferroviario, aereo e marittimo. Nel 2021 si punta al raggiungimento di 95g CO2/km, puntando via via a una progressiva diminuzione.

Oltre un milione di punti di ricarica in tutta Europa saranno installati per promuovere la mobilità elettrica e verrà promosso l’utilizzo di carburanti alternativi sostenibili nei settori dell’aviazione, della navigazione e dei trasporti pesanti.

8. Risorse economiche

Le priorità verdi e l’abbandono di sovvenzioni dannose saranno raggiunte attraverso un maggior ricorso a strumenti di bilancio green. A tal fine, le linee guida europee in materia di aiuti di Stato verranno riviste per consentire ai governi nazionali di sostenere in modo diretto gli investimenti nelle energie pulite.
A tal proposito la Commissione propone di istituire un fondo per aiutare nella fase di transizione le Regioni che oggi dipendono maggiormente dai combustibili fossili.

Si stima che saranno necessari investimenti di circa 350 miliardi di euro l’anno per il periodo 2021-2030, che dovrebbero essere ripagati da una serie di benefici a livello ambientale: tra questi una riduzione del 60% dell’inquinamento (rispetto al 2015), minori danni alla salute per almeno 110 miliardi di euro (rispetto al 2015) e minori costi di controllo dell’inquinamento atmosferico (-5 miliardi di euro nel 2030). Da un punto di vista economico, la spinta verso le rinnovabili e il progressivo addio alle risorse fossili (che l’Ue è in grande misura costretta a importare dall’estero) favorirà una maggiore indipendenza energetica del Continente, con un risparmio di 100 miliardi di euro sulla spesa per le importazioni dell’UE nel periodo 2021-2030 e fino a 3 mila miliardi di euro entro il 2050.

9. Investire in ricerca e innovazione

Una quota importante (circa 35%) del programma Horizon Europa, finanzierà nuove soluzioni climatiche utili all’attuazione del Green Deal. Si tratta di una sfida al di là delle possibilità dei singoli Stati membri. L’agenda europea su ricerca e innovazione vuol porre l’accento sulla sperimentazione e intende farlo chiamando in causa tutti i settori e le discipline, insomma l’idea è di far fronte comune per trovare soluzioni utili all’intero pianeta.

10. Un’azione collettiva o come piace dire a noi una “Comunità circolare

Il successo del Green Deal potrà essere raggiunto e garantito solo se tutti i cittadini verranno pienamente coinvolti. Non è quindi solo Comunità Circolare ad essere convinta che i cittadini debbano essere il motore della transizione. La Commissione ha pensato di coinvolgere in tre modi diversi il pubblico:

  • Condividendo le informazioni, le sfide e le minacce rappresentate dai cambiamenti climatici e le soluzioni pensate per affrontarle;
  • Allestendo spazi fisici e virtuali per permettere ai cittadini di esprimere le proprie opinioni collaborando sia individualmente che in maniera collettiva.
  • Definendo un quadro europeo delle competenze che aiuti a coltivare e valutare conoscenze, abilità e attitudini connesse ai cambiamenti climatici e allo sviluppo sostenibile.

Per scaricare la Comunicazione ti basta cliccare qui!

Ti dirò di più, pochi giorni fa è stata pubblicata anche la guida per aiutare le città europee ad implementare il Green Deal ti consiglio di sfogliarla se sei in cerca di nuovi spunti.

Come risulta evidente l’UE ha tantissime cose da fare per invertire marcia, ma tu non dimenticare di portare avanti la tua rivoluzione quotidiana.

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