Siamo molto felici di poter inaugurare la nostra rubrica di interviste alla scoperta di aziende italiane che si distinguono sul mercato per il loro impegno e capacità nel produrre, trasformare e rigenerare potenziali rifiuti in un prodotto di alto livello, made in Italy e completamente sostenibile, con il Gruppo Sapi S.r.l. : un baluardo di economia circolare.

Il Gruppo Sapi si occupa da circa trent’anni di ricondizionare cartucce toner e stampanti, in ogni loro componente, ancora in discrete condizioni generali di funzionamento e conservazione. Queste vengono sottoposte ad un approfondito procedimento di revisione e sostituzione che coniuga tecnica, ingegneria, ecologia e artigianalità. Una stampante ricondizionata, non solo è perfettamente alla pari di un nuovo prodotto dello stesso comparto, ma permette un consumo etico e meno impattante sull’ambiente, garantendo al consumatore qualità, risparmio e attenzione alla sostenibilità. 

Ricerca ed esperienza consentono oggi al Gruppo Sapi di essere tra i primi 5 produttori di consumabili rigenerati in Europa e tra i primi 10 a livello globale, e di offrire al mercato un vero e proprio paradigma tutto italiano di economia circolare. 

Ma entriamo più nel profondo del mondo del Gruppo Sapi S.r.l. ponendo qualche domanda a Sara Ferreri e Guido Lopardo, rispettivamente Sales Account Director e Sales Agent del Gruppo Sapi. 

Di che cosa si occupa esattamente il Gruppo Sapi S.r.l.? Qual è il suo core business?

Il Gruppo Sapi nasce nel 1993 ed è una società composta da tre realtà: Sapi, Sapi Service e Bepro Italia, le quali si propongono di creare un modello alternativo di consumo basato sulla logica del riutilizzo, in opposizione a quella più diffusa dello smaltimento e dello spreco.

Ci occupiamo della rigenerazione e produzione di consumabili esausti, dalla manutenzione e gestione delle stampanti in uso, per finire con il riacquisto di consumabili originali mai utilizzati e rivendita tramite piattaforma e-commerce. Il nostro core businesssi basa sulla capacità di ridare a questi prodotti una seconda vita attraverso il processo di ricondizionamento che avviene all’interno dei nostri laboratori in Italia.

Realizziamo per i nostri clienti un’analisi dell’azienda sotto il profilo della stampa, considerando parametri economici e ambientali. Dai risultati ottenuti nasce, poi, la nostra proposta di valore che tiene in considerazione entrambi gli elementi. Per questo oltre alla proposta economica alleghiamo una sorta di bilancino ambientale, che mette in evidenza i vantaggi economici e ambientali scaturiti dall’uso di prodotti stampa ricondizionati. Per chi sottoscrive con noi un contratto, garantiamo tutta una serie di servizi aggiuntivi, come: costo copia, stampanti, cartucce, assistenza e manutenzione, e altro ancora, che permettono ai nostri clienti una maggiore soddisfacimento del servizio, rispettando pienamente i principi dell’economia circolare. 

Sapi fa della rigenerazione dei materiali e della sostenibilità, i suoi due punti di forza. Per questo vogliamo chiedervi che significato ha per voi la parola “sostenibilità”?

Il valore che diamo alla parola sostenibilità è importantissimo, in quanto su di essa si erge la nostra filosofia aziendale. Circa trent’anni fa, quando il Gruppo Sapi è nato, in Italia c’era solo un timido accenno a questo tema.

Noi abbiamo fatto in passato una scelta controcorrente in quanto, per esigenze di mercato, decidemmo di investire in prodotti che potessero essere realmente definiti sostenibili. Noi di lavoro facciamo questo: diamo una seconda vita ad un prodotto che altrimenti sarebbe stato sicuramente gettato e finito in discarica. Abbiamo sempre lavorato mettendo al centro il rispetto ambientale, non è una conversione che abbiamo attuato negli ultimi anni, da quando il tema è diventato di estremo interesse.

La sostenibilità è sempre stato un nostro punto di forza, in quanto cerchiamo di produrre e vendere un prodotto che rispetti l’ambiente, riducendo il quantitativo di rifiuti e smaltimenti, riutilizzando materiali destinati ad essere dismessi e contribuendo a proteggere le risorse naturali che altrimenti verrebbero consumate, invitando il consumatore ad una scelta etica e responsabile. Crediamo molto in quel che facciamo e proviamo a farlo sempre meglio, investendo in ricerca e sviluppo.

Siamo la prova concreta che la sostenibilità può essere il core business di un’azienda. Il Gruppo Sapi lo fa, lo fa bene ed è un baluardo in Italia, dimostrando a tutti di saper fare un prodotto rigenerato di altissimo livello.

Come il vostro prodotto viene recepito sul mercato Italiano e internazionale? Quali sono le difficoltà che maggiormente incontrate quando presentate il vostro prodotto?

Circa il cinquanta percento del nostro fatturato è estero, vendiamo principalmente in Europa. Purtroppo fino a “ieri” il nostro prodotto, nonostante abbia moltissimi valori aggiunti rispetto ai nostri competitor, veniva venduto essenzialmente per la qualità, la componente made in Italy e il prezzo e non perché sostenibile. Ma un prodotto rigenerato è anche e soprattutto sinonimo di un atteggiamento responsabile, in grado di coniugare qualità, risparmio e attenzione verso l’ambiente. Infatti, abbiamo un nostro laboratorio che si occupa solo di sviluppo e ricerca, e da test comparativi condotti da terzi possiamo affermare che i nostri prodotti funzionano bene tanto quanto quelli di nuova fabbricazione. Dietro ogni prodotto c’è moltissima manualità, possiamo dire che su ognuno di essi ci sono le impronte digitali degli operatori che ci hanno lavorato. 

Ma la componente sostenibile, purtroppo, non è ancora l’elemento principale che spinge i nostri clienti a sceglierci. Noi continuiamo a sensibilizzare e comunicare la nostra sostenibilità e i vantaggi che i prodotti rigenerati apportano in tema di risparmio ambientale, anche grazie al minor utilizzo di risorse e energia, oltre che il risparmio economico a parità di qualità e resa di stampa. Inoltre, ci auguriamo che a partire da questa pandemia le politiche di acquisto cambino, avvantaggiando prodotti realizzati in Italia e non quelli importati.  

La vostra azienda può vantare l’ottenimento di importanti certificazioni ambientali. Come spendente questi riconoscimenti sul mercato? Che valore aggiunto apportano rispetto ai vostri competitor?

Nel corso di questi anni abbiamo ottenuto una serie di certificazioni ambientali per garantire la qualità del prodotto e delle sue performance. Come certificazioni di sistema possediamo la ISO 14001:2015, ISO 45001:2018, ISO 9001:2015; mentre come certificazione di prodotto annoveriamo l’etichetta ambientale Swan Label, la STMC- Standardized Test Methods Committee, la certificazione EPD e abbiamo esteso l’Ecolabel a tutti i nostri prodotti. Infine, abbiamo avviato il processo di certificazione Remade in Italy, rilasciata alle aziende che realizzano materiali o prodotti attraverso un’attività sostenibile di riciclo di rifiuti o scarti di produzione in Italia.

Di queste, la maggior parte, le abbiamo da più di dieci anni e possiamo dire che accompagnano il valore del Gruppo Sapi sin dalla sua nascita. Le certificazioni danno modo ai nostri clienti di toccare con mano quanto facciamo e comunichiamo. Le nostre certificazioni sono tutte garantite da enti terzi. Ad esempio abbiamo commissionato a SCF un test comparativo LCA fra una nostra stampante ricondizionata e una di nuova produzione, per dimostrare la validità dei nostri prodotti.

Purtroppo ad oggi non ci sono politiche economiche che sostengono l’acquisto di prodotti rigenerati o riciclati, ed è per questo che le certificazioni ambientali, non sempre vengono considerate con la giusta importanza sia dai privati che dalla pubblica amministrazione. Un piccolo passo in avanti è stato compiuto grazie ai nuovi criteri minimi ambientali stabiliti dalla Comunità Europea, che pone il divieto di partecipazione ad appalti pubblici per quelle aziende che non sono in possesso di particolari certificazioni ambientali. Il paradosso è che non sempre ci sono i dovuti controlli di garanzia. 

riferimento al testo
I risultati dell’analisi LCA comparata evidenziano come la stampante ricondizionata generi.

Che cosa secondo voi si potrebbe fare per sostenere aziende virtuose come la vostra?

Crediamo che ci debba essere innanzitutto un cambio di mentalità da parte della nostra società che deve imparare a compiere scelte di consumo più responsabili, prediligendo l’acquisto di prodotti italiani e rispettosi dell’ambiente. Il nostro è un settore in cui è fattibile produrre rispettando i principi dell’economia circolare senza inficiare sul risultato. Scegliere un prodotto come il nostro apporta dei benefici intangibili multilivello che si ripercuote sull’economia del nostro Paese che cresce e si arricchisce, sull’ambiente, sulla nostra salute e sul pianeta. Oltre a ciò, dovrebbero essere introdotte una serie di politiche economiche, sia per le realtà private che pubbliche, per inculcare l’uso di prodotti rispettosi dell’ambiente. La riconversione in ottica sostenibile potrebbe far rinascere l’economia in moltissime aree nel nostro Paese, dare vita a nuove realtà, creare nuovi posti di lavoro e apportare importanti benefici sul territorio. 

Come Comunità Circolare ci occupiamo anche di Responsabilità Sociale d’Impresa e Processi Partecipati. Per questo vogliamo chiedervi.

Qual è la vostra struttura aziendale (verticale o orizzontale)? Quanto i dipendenti sono coinvolti nella vita dell’azienda?

È una struttura verticale ma in senso morbido, poiché la nostra direzione è sempre ben disposta ad ascoltare i propri dipendenti, molti dei quali hanno iniziato la loro attività lavorativa quasi trent’anni fa, condividendo sin dal principio i nostri valori e la nostra filosofia aziendale. La nostra è un’azienda di tipo familiare che conta circa settanta dipendenti. Cerchiamo sempre di creare dei momenti di confronto, di condivisione obiettivi e risultati durante l’anno. A causa della pandemia ciò è stato più difficile, ma l’azienda si impegna molto affinché tutti i dipendenti si sentano partecipi e coinvolti nella vita aziendale costruendo un rapporto diretto, aperto agli stimoli e sereno. 

Organizzate attività improntate alla Responsabilità Sociale d’Impresa? Se sì, ci raccontate brevemente che cosa realizzate (es. team building, formazione, supporto ad attività di volontariato, ecc…)?

Consideriamo il nostro territorio la nostra forza. Ecco perché il nostro impegno non si esaurisce solo in una produzione attenta, ma si concretizza anche in impegno sociale a livello locale, nazionale e internazionale. 

Sin dalla nostra nascita, ogni anno forniamo supporto alla Protezione Civile del territorio, supportando il loro preziosissimo operato in diverse occasioni anche in un periodo così difficile come quello che stiamo vivendo.  

A ciò si associa un aiuto economico ad associazioni o cooperative sociali della nostra zona. Nel tempo abbiamo anche organizzato eventi culturali da dedicare al territorio, finanziando diverse iniziative di tipo filantropico. Organizziamo momenti di formazione legati alla crescita professionale dei nostri dipendenti. Per questo la formazione continua del personale è un patrimonio tangibile e intangibile decisivo per l’azienda, che promuove un modello di lavoro stabile in cui è favorita e garantita la crescita professionale di tutti. Senza dimenticare che l’attivazione della raccolta differenziata di consumabili esausti, avviata in passato anche in collaborazione con Farsi Prossimo della Caritas Ambrosiana, ha permesso la creazione di posti di lavoro per soggetti deboli o in temporanea difficoltà.

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