Nell’articolo Processi Partecipativi: che cosa sono e perché attivarli, abbiamo fatto riferimento al metodo del world cafè per le attività in presenza. Oggi, invece, ti parliamo di uno strumento online di partecipazione nato dalla partnership tra Sherpa SrlSpin off dell’Università degli Studi di Padova, e WeEurope, start up innovativa che supporta lo sviluppo territoriale attraverso progettazione complessa. Si tratta di Mosaic.

Abbiamo chiesto a Giulio Mattiazzi, Vice-presidente di Sherpa, di spiegarci come funziona questa piattaforma e perché grazie a essa i processi di co-decisione sono più veloci.

Mosaic: Design Your Decision

Quanto è importante oggi, in particolare dopo essere stati investiti dal fenomeno pandemico, la partecipazione ed il coinvolgimento diretto delle persone nella pianificazione di città, servizi e prodotti?

La partecipazione è sempre qualcosa di molto importante nella vita democratica. Molti studi indicano che il contributo offerto dalle cittadine e dai cittadini ai progetti di pianificazione delle città, dei servizi e dei prodotti, sia in ambito pubblico sia in quello privato, concorre al miglioramento della qualità dei sistemi democratici, delle organizzazioni sociali e dei prodotti da portare sul mercato.

In questa fase pandemica, anche la partecipazione pubblica è stata investita dagli effetti del distanziamento sociale. Molte dinamiche, solitamente realizzate in presenza, hanno avuto difficoltà ad essere trasportate online, trasformandosi in Focus Group in modalità webinair.

Si può quindi affermare che la democrazia partecipativa, probabilmente al pari di quella rappresentativa, ha subito un indebolimento a causa della pandemia. Per questo risulta assolutamente importante trovare delle soluzioni anche se realizzate online.

Cos’è Mosaic e come nasce l’idea di informatizzare uno strumento di co-decisione?

Mosaic è uno strumento di Collaborative Design finalizzato alla strutturazione e digitalizzazione di processi partecipativi pubblici e privati. Fondamentalmente serve a:

  1. Identificare quali cambiamenti sono auspicabili: l’innovazione senza Problem Solving diviene pura novità;
  2. Costruire un percorso analitico di indagine volto a identificare nuovi elementi di conoscenza;
  3. Incorporare queste scoperte nei modelli di generazione del valore affinché producano effetti migliorativi sulle attuali proposte;
  4. Verificare l’efficacia dell’innovazione nel dare risposta ai bisogni da cui il ciclo è partito.

L’idea nasce banalmente dal fatto che come facilitatori ci eravamo stancati di lavorare per giorni e giorni nella dinamizzazione di gruppi di lavoro. Ciò portava via tanto tempo nella riorganizzazione dei fogli scritti, dei post-it, degli appunti, delle foto o anche dei video delle dinamiche.

L’altra esigenza è stata quella di limitare al massimo quelle che chiamiamo “interferenze interpretative”, che ogni facilitatore produce nella fase di rielaborazione dei contenuti di una dinamica.

La logica dietro al design

Può fornirci un esempio pratico ed intuitivo di come funziona Mosaic?

Certo! Immaginate di fare un analisi SWOT (metodologia per scelte strategiche), attraverso un’applicazione telefonica, che permette di vedere in tempo reale le decisioni di tutti i partecipanti che vengono proiettate nel quadrante della matrice che si vede sullo schermo del proprio device.

Successivamente, si passa alla costruzione dinamica online di un albero dei problemi. Le soluzioni vengono inserite nei rami disegnando così relazioni causa-effetto.

Subito dopo, attraverso delle votazioni, si stabiliscono delle priorità nell’affrontare i problemi che vengono evidenziati con maggiore urgenza. Per ogni problema vengono proposte soluzioni condivise tra tutti i partecipanti che, anche in questo caso, vengono selezionate perché sottoposte a votazione.

Alla fine tutto confluisce in un canvas operativo che ha la forma di un mosaico o di un alveare rispetto al quale si devono definire anche gli indicatori di valutazione e d’impatto.

Tutto avviene utilizzando computer o telefono e può essere fatto in presenza o a distanza. Basta una connessione.

Esiste un settore o un ambito per cui si suggerisce l’impiego di Mosaic per una facilitazione e condivisione delle decisioni?

Assolutamente no. Mosaic può essere impiegato sia in ambito pubblico che privato, per la progettazione o per la valutazione di azioni e interventi, oppure per l’analisi preliminare di problemi sociali o organizzativi. Ma può essere tranquillamente usato anche per organizzare una festa o un evento sportivo. Insomma, ogni qualvolta ci sono delle decisioni da prendere attraverso una dinamica di gruppo in modo tale da valorizzare la discussione e il contributo di ognuno e ognuna.

Che cos’è Mosaic e come funziona.

Che dire, se sei stanco di fare riunioni, call o eventi senza raggiungere un risultato che metta tutti d’accordo e faccia emergere le potenzialità di ognuno non ti resta che provare Mosaic.

Per saperne di più visita il sito di Mosaic!

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