Nell’articolo Processi Partecipativi: che cosa sono e perché attivarli abbiamo visto come l’incontro e il confronto di una comunità attorno a un tema o a una problematica, sia fondamentale per la sua crescita. Oggi, quindi, voglio raccontarti un progetto a cui sto lavorando da diversi mesi, che ha come obiettivo risolvere alcuni dei problemi della comunità altamurana attraverso un nuovo modello di business. Sto parlando della nascita di una Cooperativa di Comunità ad Altamura.

Spero che l’argomento ti incuriosisca così tanto, tanto da contattarmi per saperne di più ed entrare a far parte di questo nuovo e ambizioso progetto.

Che cos’è una Cooperativa di Comunità?

Riporto testualmente la definizione data da Paolo Scaramuccia, responsabile del progetto Cooperative di Comunità per Legacoop Nazionale, un ente nato a supporto delle Cooperative di tutta Italia.

La cooperativa di comunità è un modello di innovazione sociale dove i cittadini sono produttori e fruitori di beni e servizi. È un modello che crea sinergia e coesione in una comunità, mettendo a sistema le attività di singoli cittadini, imprese, associazioni e istituzioni rispondendo così ad esigenze plurime di mutualità. La cooperativa di comunità, per essere considerata tale, deve avere come esplicito obiettivo, quello di produrre vantaggi a favore di una comunità alla quale i soci promotori appartengono o che eleggono come propria. Questo obiettivo deve essere perseguito attraverso la produzione di beni e servizi che incidano in modo stabile e duraturo sulla qualità della vita sociale ed economica della comunità.


La comunità, quindi, crea insieme vantaggi economici e sociali per sé e per il proprio territorio. Valorizzando il capitale umano dei soci e favorendo la partecipazione e il coinvolgimento dell’intera comunità, la Cooperativa di Comunità vuol affrontare tematiche legate alla cittadinanza attiva, alla sussidiarietà, alla gestione dei beni comuni e alla solidarietà.

Qui un podcast di approfondimento (inerente al tema) realizzato dallo stesso Polo Scaramuccia per l’iniziativa Attiviamo Energie Positive di Banca Etica, in cui descrive che cosa sono le Cooperative di Comunità, la loro funzione e i vantaggi a livello sociale.

“Le cooperative di comunità” di Paolo Scaramuccia.
Le slide del webinar sono consultabili sul sito attiviamo energie positive nella sezione “Archivio e Podcast”: www.attiviamoenergiepositive.it

Cooperativa di Comunità ad Altamura: il progetto

La creazione della Cooperativa di Comunità ad Altamura a causa del Covid19 ha dovuto subire una drastica interruzione, ma è un progetto a cui non voglio rinunciare.

Tutto è iniziato nell’Agosto 2019 quando Pasquale Ferrante e Vittoria De Luca, di Legacoop Puglia , hanno presentato il progetto delle Cooperativa di Comunità ad Altamura. In questa occasione sono stati descritti:

  • i principi fondanti,
  • i prerequisiti,
  • i vantaggi economici e soprattutto quelli sociali,
  • le agevolazioni fiscali della Regione Puglia applicate a questo innovativo sistema di business.

Infatti, la regione Puglia, attraverso la LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 23, disciplina la nascita delle Cooperative di Comunità, stabilendo i parametri e le agevolazioni ad esse applicabili. Attraverso la Legge, la regione Puglia sostiene e avvantaggia forme di business sociali e partecipate.

L’incontro fra i cittadini: una scoperta interessante

L’incontro di Agosto ha permesso a diversi cittadini, fra loro sconosciuti, di conoscersi e di iniziare a discutere attorno ad alcune problematiche della città. Dalla discussione all’operatività il passo è stato breve. È nato un gruppo informale composto da circa 15 cittadini che con regolarità hanno iniziato ad incontrarsi per gettare le basi della Cooperativa di Comunità. Da questi incontri le problematiche della città emerse sono state:

  • il mancato coinvolgimento nella società degli anziani,
  • la fuga dei giovani cervelli,
  • la mobilità non ancora concepita in maniera sostenibile,
  • l’abbandono delle terre e lo sversamento dei rifiuti in maniera illegale,
  • il mancato approvvigionamento energetico attraverso le energie rinnovabili.

Dai problemi alle soluzioni con il processo partecipativo

Ogni problema vuole la sua soluzione, ogni soluzione vuole i suoi stakeholder. Individuate le problematiche, prima di procedere in maniera concreta, abbiamo sentito l’esigenza di confrontarci con la comunità e con tutti i portatori di interesse. Essendo le Cooperative di Comunità, modelli di business che mettono al centro le persone, non potevamo ignorare la voce dei cittadini altamurani. Per questo, abbiamo iniziato ad incontrare e ad aprire canali di confronto con i cittadini, i rappresentati di alcune associazioni di categoria e con i rappresentanti della Pubblica Amministrazione.

Per gestire al meglio la fase di progettazione e coinvolgimento della comunità ho partecipato ad un corso di formazione intensivo promosso da Legacoop Nazionale a Roma. Al mio ritorno, supportata dagli esperti di Legacoop Puglia, abbiamo definito le prime le teppe di costruzione della Cooperativa. Prima tappa: il coinvolgimento della comunità attraverso degli incontri costruiti seguendo l’iter di un processo partecipativo. Gli obiettivi degli incontri sarebbero stati:

  1. coinvolgere quanti più cittadini possibili intorno alle problematiche riscontrate,
  2. attivare tavoli di discussione tematici,
  3. individuare insieme l’idea fondante della Cooperativa di Comunità,
  4. progettare e studiare la fattibilità dell’idea da un punto di vista: legale, burocratico, economico, ecc…,
  5. strutturare il Business Plan e le azioni di fundraising,

Buona la prima

Definito il processo, gli obiettivi, la timeline, abbiamo iniziato a comunicare il nostro progetto all’esterno. Per il primo incontro è stata creata la pagina FB con annesso evento, inviata una comunicazione via e-mail, informati gli ordini di stampa, creati dei volantini e invitate le istituzioni e i rappresentati di categoria. Ogni strumento d’informazione e coinvolgimento è stato utilizzato.

Al primo, e ad oggi unico incontro, hanno partecipato circa 30 cittadini, coinvolti con il metodo word cafè, attraverso cui la comunità si è riunita intorno a dei tavoli tematici e insieme ha provato a delineare le prime soluzioni e idee di business.

Il tempo che sitiamo vivendo è incerto in tutti i sensi. Il primo incontro ha ottenuto un ottimo riscontro e questo mi fa credere che bisognerebbe insistere con questo progetto, non solo per l’emergenza economica che stiamo vivendo, ma soprattutto per le ripercussioni sociali che vivremo. Solo un piano economico basato sullo scambio mutualistico che pone al centro i cittadini e le loro esigenze può salvarci dall’aridità del nostro presente.

Io spero di poter riprendere con gli incontri. Tenere vivo il gruppo di lavoro per tutti questi mesi non è affatto semplice, ma vale la pena provarci. Il progetto è in divenire, quindi se sei interessato ad approfondire l’argomento o a saperne di più scrivimi.

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