Come ti ha anticipato Antonella nell’articolo: Parità di genere: diffonderla fuori e dentro l’Agenda 2030, proveremo ad approfondire ogni singolo Goal dell’Agenda 2030 in un articolo monotematico. A me spetta l’arduo compito di affrontare uno degli obiettivi più importanti. Si tratta di una risorsa fondamentale, un bene pubblico preziosissimo per la nostra sopravvivenza, ma che purtroppo diamo sempre troppo per scontato. Parliamo dell’obiettivo 6: Acqua pulita e servizi igienico sanitari.

Icona dell’Obiettivo 6 dell’Agenda 2030

Di che cosa si occupa l’obiettivo 6?

Il Goal 6 è fra gli obiettivi dell’Agenda 2030 più importanti da raggiungere, in quanto la sua buona riuscita condiziona la vita di ognuno di noi. Ha un impatto profondo e trasversale poiché influisce su moltissimi aspetti della nostra vita sulla terra.

Ti rivelerò una verità scomoda: consumiamo più acqua di quella che il nostro pianeta produce. Ciò accade a causa di impianti idrici scadenti, della cattiva gestione da parte dei Paesi ricchi e meno ricchi e un cattivissimo utilizzo di noi esseri umani. Questo immane spreco fa sì che milioni di persone muoiano a causa della totale inadeguatezza dei servizi igienico sanitari.
Se la situazione non dovesse cambiare è molto probabile che entro il 2050 almeno una persona su quattro sia colpita da carenza duratura o ricorrente di acqua potabile.

Video realizzato dall’ Asvis per spiegare il Goal 6.

Alcune cifre importanti

Da uno studio condotto da l’UN-Water su questa tematica sono emerse alcune importanti e significative cifre che dovrebbero farci davvero riflettere.

  • Dal 1990 a oggi 2,6 miliardi persone accedono a risorse di acqua potabile, mentre 663 milioni di persone ne sono sprovviste.
  • Almeno 1,8 miliardi di persone utilizza acqua potabile contaminata da escrementi.
  • La scarsità d’acqua colpisce più del 40% della popolazione globale.
  • 2,4 miliardi di persone non hanno accesso a servizi igienici di base come WC.
  • Più dell’80% delle acque di scarico è riversato in fiumi o mari senza sistemi di depurazione.
  • Ogni giorno circa 1000 bambini muoiono a causa di malattie legate all’acqua e all’igiene.
  • Circa il 70% dell’acqua estratta da fiumi, laghi e acquedotti è usata per l’irrigazione.

Acqua pulita e servizi igienico sanitari: tanti obiettivi da raggiungere

Ogni obiettivo presente nell’Agenda 2030 possiede al suo interno tanti sotto obiettivi e tag, che ci dovrebbero aiutare ad incanalare meglio il nostro impegno. La mission di questo obiettivo prevede:

6.1  Ottenere entro il 2030 l’accesso universale all’acqua pubblica.
6.2    Ottenere entro il 2030 l’accesso ad impianti sanitari e igienici adeguati affinché una parte del mondo non sia più costretta a defecare all’aperto.
6.3    Migliorare entro il 2030 la qualità dell’acqua facendo molta attenzione all’inquinamento idrico, dimezzando la quantità di acque reflue non trattate, aumentando considerevolmente il riciclaggio e il reimpiego sicuro a livello globale.
6.4    Aumentare entro il 2030 le forniture sostenibili di acqua potabile, per affrontare la carenza idrica.
6.5   Implementare entro il 2030 una gestione delle risorse idriche anche tramite la cooperazione fra le nazioni.
6.6     Proteggere e risanare entro il 2030 gli ecosistemi legati all’acqua, come: le montagne, le foreste, le paludi, i fiumi, le falde acquifere e i laghi.
6.a     Espandere entro il 2030 la cooperazione internazionale e il supporto per creare attività e programmi legati all’acqua e agli impianti igienici nei paesi in via di sviluppo, compresa la raccolta d’acqua, la desalinizzazione, l’efficienza idrica, il trattamento delle acque reflue e le tecnologie di riciclaggio e reimpiego.
6.b    Supportare e rafforzare la partecipazione delle comunità locali nel miglioramento della gestione dell’acqua e degli impianti igienici.
Gli obiettivi sono stati leggermente abbreviati.

Obiettivo 6: a che punto è l’Italia?

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, il nostro Paese oggi vive uno stato di emergenza idrica. Questa situazione è dovuta principalmente:

  1. alle nostre pessime abitudini che causano quotidianamente un eccessivo spreco di acqua, danneggiando le giù precarie risorse idriche;
  2. l’aumento di situazioni di siccità prodotte dal cambiamento climatico.

Ogni giorno l’Italia spreca una quantità di acqua che da sola riuscirebbe a soddisfare le esigenze idriche di un anno di 10,4 milioni di persone. A soffrirne maggiormente sono le regioni del sud, che sono passate dal 2010 a oggi da 3000 milioni di metri cubi ad appena 1200.

Asvis sottolinea quanto l’Italia sia ancora abbastanza lontana dal raggiungimento degli obiettivi contenuti nel Goal 6. Non a caso il 26 febbraio 2019, la Commissione europea ha raccomandato all’Italia di impegnarsi per il “miglioramento degli aspetti relativi a misurazione e armonizzazione dei relativi criteri, programmazione degli interventi, definizione degli strumenti finanziari, misure per fronteggiare estrazioni illegali, insufficienza delle misure relative alla qualità delle acque reflue, gestione della siccità”.

Il grafico rappresenta lo sfruttamento idrico dal 2010 al 2018. Come si può notare la prestazione migliore è del Regno Unito, quella peggiore della Grecia, con una differenza di oltre 28 punti.
I Paesi che presentano il peggioramento più ampio sono: Repubblica Ceca, Spagna, Italia e Grecia. Ciò sottolinea che essi hanno sfruttato più acqua di quella realmente posseduta, rappresentando un forte rischio per il futuro.

10 buone pratiche per sprecare meno acqua e cambiare il mondo

Hai mai sentito parlare di impronta idrica?

Due ricercatori olandesi hanno coniato questa espressione per riferirsi al consumo, diretto o indiretto, di acqua dolce impiegata per produrre sul nostro pianeta beni e servizi. L’impronta idrica viene calcolata tendendo conto di tre aspetti:
1. acqua blu: utilizzata per scopi domestici e industriali;
2. acqua verde: evaporata dal terreno per utilizzo agricolo;
3. acqua grigia: inquinata dalle attività antropiche.

Anche tu puoi calcolare la tua impronta idrica rispondendo al questionario What’s your Water Footprint. Se il risultato dovesse essere scarso, puoi adottare questi 10 suggerimenti o buone pratiche utili per ridurre il consumo eccessivo di acqua e, nel tuo piccolo, raggiungere gli obiettivi del Goal 6.

  1. Applica il frangigetto sui rubinetti.
  2. Chiudi il rubinetto quando ti lavi i denti o ti radi.
  3. Ripara il rubinetto, il water o qualsiasi altro elettrodomestico che ha un problema e gocciola.
  4. Metti una coperta galleggiante sulla piscina (se hai la fortuna di averne una).
  5. Usa la doccia rispetto al bagno. Inoltre cerca di non rilassarti troppo in modo tale da risparmiare più acqua.
  6. Lava frutta e verdura mettendole in ammollo e non in acqua corrente.
  7. Recupera l’acqua utilizzata per lavare la frutta e verdura o mentre aspetti che esca l’acqua cada dalla doccia per innaffiare le tue piante o come scarico del wc.
  8. Utilizza la lavatrice e la lavastoviglie a pieno carico.
  9. Lava l’automobile usando il secchio e non l’acqua corrente del getto.
  10. Utilizza l’acqua del deumidificatore o del condizionatore per il ferro da stiro.

Alla luce di quanto ti ho raccontato ritengo che ci debba essere un coordinamento generale per la corretta gestione della acqua potabile. Il coordinamento deve essere multilivello, partendo dai vertici politici per finire con il singolo cittadino, senza danneggiare il nostro “vicino”.

Il diritto all’acqua deve essere una priorità per tutti.

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